Exit Strategy - Vie d'uscita culturali è un progetto sperimentale che ha utilizzato l'arte come strumento terapeutico e di reinserimento sociale di persone in condizioni di fragilità. I percorsi proposti hanno unito il lavoro delle istituzioni culturali a quello delle Case della Salute e, attraverso la creatività, hanno offerto alternative all'emarginazione.
Il progetto si è articolato in due iniziative principali, selezionate tramite avviso pubblico:
Una musica può fare (proposto da C.A.D.I.A.I.): rivolta prevalentemente a giovani in ritiro sociale (fenomeno Hikikomori) o con fragilità psicologiche ospiti di comunità, l'iniziativa ha utilizzato la formazione musicale e la produzione audio (es. musica trap) non solo come espressione artistica, ma come leva per riattivare competenze relazionali e professionali, trasformando la passione musicale in una concreta opportunità di riscatto e socializzazione.
Way-In (proposto da Associazione Mondodonna con Dry-Art): focalizzato su minori e soggetti vulnerabili, il percorso ha proposto laboratori ludico-artistici che stimolavano l'autostima e la capacità di relazionarsi con gli altri, contrastando l'isolamento e il disagio sociale.
In sintesi, entrambe le azioni hanno trasformato la cultura in un "welfare" attivo, capace di curare le ferite invisibili dell'esclusione.
